Skip to content

Curiosità, consigli e approfondimenti da bere tutti d’un fiato

Salute dei denti: relazione tra parodontite e malattie sistemiche.

Salute dei denti: relazione tra parodontite e malattie sistemiche.

SALUTE E BENESSERE

Mantenere i denti in salute è fondamentale non solo per il benessere del cavo orale o per una questione estetica, che premia sempre un sorriso sano, ma anche per la salute di tutto l’organismo.

L’ampia diffusione della malattia parodontale (o parodontite) ha portato infatti la scienza ad interessarsi alla relazione tra salute orale e malattie sistemiche, ovvero quelle malattie caratterizzate dallo sviluppo di un’infiammazione persistente su più organi.

Le evidenze scientifiche hanno dimostrato il legame tra gli effetti dell’infiammazione cronica della via orale e la salute generale, tanto che la malattia parodontale è considerata un fattore di rischio per lo sviluppo di malattie sistemiche e, viceversa, certe malattie sistemiche sembrano avere un grosso impatto sulla salute orale.

Sembra infatti che i batteri associati alla malattia parodontale, entrando in circolazione, provochino una batteriemia persistente, assumendo quindi un ruolo, sia diretto che indiretto, in molteplici altre patologie sistemiche: in particolare malattie cardiovascolari (infarto e ictus), diabete, patologie polmonari, artrite reumatoide e complicanze della gravidanza.

Ma facciamo un passo indietro, cos’è la parodontite?

La Malattia Parodontale o Parodontite è la patologia orale comunemente conosciuta come “piorrea” e tecnicamente definita come “perdita dell’attacco parodontale”.

L’attacco parodontale collega la radice dei denti alla corticale dell’osso alveolare, permettendo ai denti di avere stabilità e funzione corretta.

La parodontite è una malattia cronica che colpisce i tessuti di sostegno dei denti (il cemento radicolare, l’osso alveolare, il legamento parodontale e la gengiva) causando una progressiva distruzione del collegamento tra la radice dei denti e l’osso alveolare, fino a provocare, nelle fasi più avanzate, la perdita dei denti.

Cosa causa la Parodontite?

La Parodontite è una malattia multifattoriale, causata dall’instaurarsi di un’infezione dovuta alla presenza di batteri anerobi (ovvero in grado di sopravvivere in assenza di ossigeno) a livello del solco gengivale.

Tra le concause di primaria importanza vi è il tipo e l’entità della risposta immunitaria che l’ospite è in grado di attuare in caso di infezione, data da una predisposizione genetica.

Sono noti anche altri fattori strettamente correlati alla malattia parodontale, che devono essere tenuti sotto osservazione o eliminati in quanto potrebbero compromettere la completa guarigione dalla malattia e che sono ad esempio: scarsa igiene orale, fumo, diabete, malattie autoimmuni, gravi episodi di stress, menopausa, gravidanza, allattamento, fumo.

Quali sono i sintomi?

Al primo stadio, la Parodontite si manifesta con la gengivite, arrossamento, gonfiore e sanguinamento delle gengive (spontaneo o allo spazzolamento).

Altri segni che accompagnano la malattia parodontale sono:

  • recessioni gengivali (le gengive si abbassano scoprendo la radice dei denti),
  • alitosi persistente,
  • sensibilità al caldo e al freddo,
  • cambiamento di posizione dei denti e loro mobilità.

Una mancata diagnosi precoce e una conseguente efficace terapia porta alla perdita dei denti colpiti producendo quindi, oltre a danni anatomici e funzionali, anche importanti danni estetici spesso di difficile o impossibile risoluzione.

Come si diagnostica la parodontite?

Alla tradizionale diagnosi clinica e radiografica si affiancano oggi sofisticate analisi di biologia molecolare che consentono l’identificazione, la quantificazione e la sottotipizzazione, dei principali patogeni coinvolti nelle specifiche forme di Parodontite.

Il ruolo della prevenzione

L’obiettivo primario dei moderni concetti di trattamento delle patologie infettive, quali carie e malattia parodontale, non è la terapia, ma la prevenzione con misure di profilassi che vanno dall’educazione all’igiene orale, agli esami clinici e radiologici, alle eliminazioni delle abitudini dannose, come il fumo. Senza dimenticare di sottoporsi a regolari controlli odontoiatrici, che permettono di riconoscere i segni precoci della parodontite e intraprendere interventi mirati.

Oltre all’accurata igiene orale occorre anche evitare o ridurre cibi dannosi per i denti e le gengive, in generale tutti quei cibi troppo zuccherati, come caramelle, dolci, ecc. e soprattutto quei cibi che si attaccano ai denti: sono proprio questi, infatti, che favoriscono il proliferale dei batteri.

Le corone dentali visibili nella cavità orale sono rivestite di smalto, che rappresenta la sostanza più dura del corpo umano. Lo smalto è formato per circa il 96% da sostanze minerali (calcio, fosforo, carbonato, magnesio e potassio), oltre che da acqua e composti organici.
Questo ci ricorda che, come per la salute delle ossa, è importante garantire all’organismo il giusto apporto di calcio, sia attraverso una corretta alimentazione che anche con la scelta di un’acqua ricca di calcio altamente assimilabile, come Acqua Uliveto.

Leggiamo insieme l’etichetta

Conosciamo le caratteristiche dell’acqua che beviamo, per capire se è quella giusta per noi.
Leggendo l’etichetta, scopriamo che Uliveto è un’acqua: mediamente mineralizzata, il suo residuo fisso è di 741 mg/l bicarbonato-alcalino-calcica, ricca sia di bicarbonato (578 mg/l) che di calcio (175 mg/l).

Effervescente naturale
Ciò significa che i minerali contenuti sono perfettamente bilanciati tra loro e svolgono attività biologiche utili 
al generale benessere dell’organismo, soprattutto 
nel trattamento dei disturbi gastrointestinali.

Uliveto è un’acqua bicarbonata, che aiuta la digestione e combatte la stipsi

Se bevuta durante i pasti accelera lo svuotamento gastrico e svolge un’utile azione anti acidità se bevuta a digiuno.

Uliveto è un’acqua ricca di calcio biodisponibile, utile per la salute delle ossa

Il calcio contenuto in Uliveto viene subito assorbito dall’intestino e quindi metabolicamente utile con una biodisponibilità pari a quella del calcio contenuto nel latte. L’acqua Uliveto può, quindi, contribuire all’integrazione dell’apporto di questo prezioso minerale, in tutte quelle condizioni in cui l’organismo sia esposto a un concreto rischio di inadeguato apporto di calcio come negli atleti, nei regimi alimentari ipocalorici, nelle intolleranze al latte e ai suoi derivati, in gravidanza e negli anziani

Uliveto è ricca di minerali utili per la re-idratazione prima, durante e dopo lo sport

È adatta a tutti gli sportivi, siano essi amatoriali, dilettanti o professionisti. L’acqua Uliveto risponde alle esigenze nutrizionali di chi fa attività fisica, reintegrando la quota idrico-salina persa durante la sudorazione (soprattutto il sodio) e corregge la tendenza all’acidosi.

Uliveto contribuisce al mantenimento di un fisiologico stato di salute.

Un’acqua che favorisce la digestione e l’assimilazione dei cibi ingeriti, una migliore funzionalità intestinale, che apporta minerali importanti, si può dire che sia anche un’acqua che aiuta, nel tempo, a mantenere l’organismo attivo ed efficiente contrastando il lento procedere dei meccanismi disfunzionali legati all’età.