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Curiosità, consigli e approfondimenti da bere tutti d’un fiato

Ulcera gastrica e duodenale: colpa di farmaci e stile di vita sbagliati?

Ulcera gastrica e duodenale: colpa di farmaci e stile di vita sbagliati?

SALUTE E BENESSERE

L’ulcera, gastrica e duodenale, è una condizione dovuta ad una ferita (superficiale o profonda) della mucosa di stomaco o duodeno, che si espone così all’acido prodotto dallo stomaco. 

Si calcola che circa il 5-10% della popolazione mondiale abbia sofferto almeno una volta nella vita questa manifestazione, con maggiore prevalenza nei soggetti anziani e nel sesso maschile. Gli uomini infatti, sono colpiti più frequentemente delle donne, con un rapporto di 3:1.

Sebbene negli ultimi 30 anni l’incidenza dell’ulcera gastrica e duodenale sia andata riducendosi, ci si chiede che cosa la provochi e come vada trattata.

Soprattutto in passato, i fattori predisponenti all’insorgenza dell’ulcera venivano identificati nella dieta. Infatti l’ulcera sembra favorita dalla riduzione delle proteine, dall’aumento degli zuccheri e dalla riduzione della fibra alimentare; nell’uso di alcol, caffè e nell’abitudine al fumo. 

Tuttavia, l’azione degli acidi gastrici è stato sempre considerato l’unico meccanismo capace di provocare un danno diretto sulla mucosa gastrica e duodenale.

La scoperta, a partire dalla metà degli anni ’80, di un germe nella mucosa gastrica (l’Helicobacter Pylori) nella maggior parte dei pazienti con ulcera gastrica e con ulcera duodenale, ha cambiato completamente la storia di questa malattia per la diagnosi, per il trattamento e per la prevenzione delle recidive.

Nel caso di ulcera provocata da questo batterio, è importante tenere presente che anche dopo la guarigione, qualora l’infezione fosse ancora presente, il rischio di avere ricadute risulta molto alto.

L’altra rilevante causa di ulcere gastriche e duodenali è rappresentata dai farmaci antiinfiammatori (FANS) ed è un problema particolarmente attuale, dato l’aumento della età media della popolazione e la frequente presenza di problemi osteoarticolari nell’età avanzata. 

I farmaci antiinfiammatori, infatti, possono causare sia un danno diretto della mucosa, che un indebolimento dei suoi meccanismi di difesa.

Quali sono i sintomi che segnalano la presenza di un’ulcera in corso?

In primis il dolore localizzato nei quadranti addominali superiori e talvolta bruciori, nausea e vomito. La presenza di vomito con sangue o di feci nere segnala quella che può essere la principale complicanza e cioè l’emorragia digestiva. 

È invece molto più raro, grazie a potenti mezzi terapeutici che oggi sono a disposizione, che le ulcere si perforino con conseguente peritonite.

Diagnosticare un’ulcera gastrica o duodenale è oggi relativamente facile, avendo a diposizione la gastro-duodenoscopia con immagini ad alta risoluzione. 

A differenza dell’ulcera duodenale, che non presenza particolari rischi, l’ulcera gastrica richiede l’esecuzione di biopsie gastriche per escludere una degenerazione neoplastica. 

La diagnosi va poi completata con la valutazione della possibile infezione da Helicobacter pylori, attraverso una biopsia della mucosa o con un test del respiro specifico.

E la terapia? 

Attualmente ci si avvale degli inibitori della pompa protonica, che hanno lo scopo di inibire la secrezione acida gastrica e cicatrizzare rapidamente le ulcere. 

Risultano invece poco utili i cosiddetti antiacidi, che non sarebbero risolutivi nel lungo periodo se non si attuasse contemporaneamente una terapia mirata a combattere l’infezione da Helicobacter con un protocollo antibiotico. 

Varie osservazioni negli anni hanno consolidato il concetto che non è necessario consigliare un particolare schema dietetico, ma può essere utile consigliare l’esclusione di alimenti stimolanti, irritanti e acidificanti. 

Gli specialisti consigliano di mangiare spesso e poco pasti leggeri. I regimi dietetici devono essere blandamente ipocalorici e se protratti, per evitare le carenze nutrizionali, si devono usare gli integratori dietetici. Resta buona norma limitare lo stress, abolire il fumo, assumere alcoolici in modo moderato, evitare farmaci potenzialmente nocivi e introdurre un’adeguata quantità di acqua.

L’Acqua Uliveto, per il suo peculiare contenuto in minerali (in particolare ioni alcalini, bicarbonato e calcio), in equilibrio dinamico con la sua naturale microeffervescenza, è in grado di contribuire a migliorare molte condizioni di alterata funzionalità gastrica-duodenale. 

Attraverso numerosi studi scientifici è stato osservato come Uliveto, mediante l’interazione dei suoi ioni nella mucosa gastrica, favorisca un’azione normalizzatrice della secrezione gastrica e di protezione delle pareti dello stomaco. 

Leggiamo insieme l’etichetta

Conosciamo le caratteristiche dell’acqua che beviamo, per capire se è quella giusta per noi.
Leggendo l’etichetta, scopriamo che Uliveto è un’acqua: mediamente mineralizzata, il suo residuo fisso è di 741 mg/l bicarbonato-alcalino-calcica, ricca sia di bicarbonato (578 mg/l) che di calcio (175 mg/l).

Effervescente naturale
Ciò significa che i minerali contenuti sono perfettamente bilanciati tra loro e svolgono attività biologiche utili 
al generale benessere dell’organismo, soprattutto 
nel trattamento dei disturbi gastrointestinali.

Uliveto è un’acqua bicarbonata, che aiuta la digestione e combatte la stipsi

Se bevuta durante i pasti accelera lo svuotamento gastrico e svolge un’utile azione anti acidità se bevuta a digiuno.

Uliveto è un’acqua ricca di calcio biodisponibile, utile per la salute delle ossa

Il calcio contenuto in Uliveto viene subito assorbito dall’intestino e quindi metabolicamente utile con una biodisponibilità pari a quella del calcio contenuto nel latte. L’acqua Uliveto può, quindi, contribuire all’integrazione dell’apporto di questo prezioso minerale, in tutte quelle condizioni in cui l’organismo sia esposto a un concreto rischio di inadeguato apporto di calcio come negli atleti, nei regimi alimentari ipocalorici, nelle intolleranze al latte e ai suoi derivati, in gravidanza e negli anziani

Uliveto è ricca di minerali utili per la re-idratazione prima, durante e dopo lo sport

È adatta a tutti gli sportivi, siano essi amatoriali, dilettanti o professionisti. L’acqua Uliveto risponde alle esigenze nutrizionali di chi fa attività fisica, reintegrando la quota idrico-salina persa durante la sudorazione (soprattutto il sodio) e corregge la tendenza all’acidosi.

Uliveto contribuisce al mantenimento di un fisiologico stato di salute.

Un’acqua che favorisce la digestione e l’assimilazione dei cibi ingeriti, una migliore funzionalità intestinale, che apporta minerali importanti, si può dire che sia anche un’acqua che aiuta, nel tempo, a mantenere l’organismo attivo ed efficiente contrastando il lento procedere dei meccanismi disfunzionali legati all’età.