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Curiosità, consigli e approfondimenti da bere tutti d’un fiato

La digestione: un’eccellente macchina della salute

La digestione: un’eccellente macchina della salute

SCIENZE

A chiunque sarà capitato almeno una volta di sentirsi dire all’estero che in Italia siamo fissati con il cibo: parliamo sempre di cibo (perfino mentre mangiamo!), lo analizziamo, lo veneriamo, ricerchiamo diligentemente nuove ricette per realizzare succulenti manicaretti; come se non bastasse, molti modi di dire della nostra meravigliosa lingua fanno riferimento al cibo: inghiottire un boccone amaro, solo il pensiero mi dà la nausea, quel tipo lì non riesco proprio a digerirlo, la tal cosa mi è rimasta sullo stomaco.

La verità è che per noi il cibo è davvero una cosa seria… e meno male! Il cibo fornisce energia al nostro corpo e questa energia è utilizzata dall’organismo per svolgere ogni tipo di attività; vien da sé che un’alimentazione naturale ed equilibrata, che non affatichi il processo digestivo, è indispensabile per mantenersi in buona salute.

La digestione inizia nella bocca

La buona digestione ha inizio quindi dal cibo, dalla giusta quantità di acqua ingerita durante il pasto (uno o due bicchieri al massimo) e dalla bocca, il primo organo implicato nel processo digestivo. Le nostre mascelle sono potentissime leve, in grado di esercitare una pressione di 80 chili su un solo molare. Nella bocca il cibo viene triturato e pre-digerito dagli enzimi contenuti nella saliva; nessun pezzetto può sottrarsi al proprio destino, perché la lingua va abilmente a ripescarlo. Quando è sufficientemente sminuzzato, tramite la deglutizione il bolo alimentare (così si chiama il cibo pre-digerito) passa nella faringe, un canale muscolare a forma di imbuto che durante il passaggio del cibo chiude l’entrata alle vie aeree, facendo così confluire il bolo nell’esofago, nel quale ha luogo la peristalsi. Le fibre muscolari della parete esofagea si contraggono ritmicamente par far passare il bolo nello stomaco; si tratta di movimenti involontari che sfidano persino la forza di gravità: il bolo passerebbe nello stomaco anche se fossimo a testa in giù o addirittura nello Spazio, in assenza di gravità.

Uno stomaco di ferro? No, elastico!

Lo stomaco è un organo a forma di sacco, localizzato sotto il diaframma, e rappresenta una dilatazione del tubo digerente. Le sue pareti sono elastiche, il che gli consente di dilatarsi a dismisura: finché entra cibo, lo stomaco si dilata; poi, per circa un paio d’ore, ha luogo tutta una serie di movimenti involontari che fanno rimbalzare il bolo da una parete all’altra dello stomaco. Il contatto con le pareti è fondamentale per la degradazione del bolo; la superficie di queste infatti è rivestita da diversi tipi di cellule secernenti enzimi (e ormoni) con il compito di scindere le molecole: i carboidrati vengono scissi più rapidamente, mentre proteine e grassi hanno bisogno di tempi più lunghi. Terminato il processo di scissione, il bolo alimentare è diventato un liquido denso chiamato chimo, pronto per il passaggio nell’intestino tenue.

Intestino crasso: ultima fermata

Nell’intestino tenue, un canale di circa 3 metri di lunghezza, avviene la maggior parte della digestione chimica: qui si riversano due potenti liquidi digestivi, la bile prodotta dal fegato e il succo pancreatico rilasciato dal pancreas. Nell’intestino tenue, il chimo letteralmente scompare: di ciò che avevamo mangiato non rimane ormai nessuna traccia riconoscibile, tutte le sostanze nutritive vengono assorbite dai villi intestinali e passano nel sangue. Ciò che resta passa invece nell’intestino crasso, dove si ha l’assorbimento dell’acqua e dei minerali, e dove le sostanze possono sostare fino a 48 ore prima di essere evacuate dal nostro corpo.

Leggiamo insieme l’etichetta

Conosciamo le caratteristiche dell’acqua che beviamo, per capire se è quella giusta per noi.
Leggendo l’etichetta, scopriamo che Uliveto è un’acqua: mediamente mineralizzata, il suo residuo fisso è di 741 mg/l bicarbonato-alcalino-calcica, ricca sia di bicarbonato (578 mg/l) che di calcio (175 mg/l).

Effervescente naturale
Ciò significa che i minerali contenuti sono perfettamente bilanciati tra loro e svolgono attività biologiche utili 
al generale benessere dell’organismo, soprattutto 
nel trattamento dei disturbi gastrointestinali.

Uliveto è un’acqua bicarbonata, che aiuta la digestione e combatte la stipsi

Se bevuta durante i pasti accelera lo svuotamento gastrico e svolge un’utile azione anti acidità se bevuta a digiuno.

Uliveto è un’acqua ricca di calcio biodisponibile, utile per la salute delle ossa

Il calcio contenuto in Uliveto viene subito assorbito dall’intestino e quindi metabolicamente utile con una biodisponibilità pari a quella del calcio contenuto nel latte. L’acqua Uliveto può, quindi, contribuire all’integrazione dell’apporto di questo prezioso minerale, in tutte quelle condizioni in cui l’organismo sia esposto a un concreto rischio di inadeguato apporto di calcio come negli atleti, nei regimi alimentari ipocalorici, nelle intolleranze al latte e ai suoi derivati, in gravidanza e negli anziani

Uliveto è ricca di minerali utili per la re-idratazione prima, durante e dopo lo sport

È adatta a tutti gli sportivi, siano essi amatoriali, dilettanti o professionisti. L’acqua Uliveto risponde alle esigenze nutrizionali di chi fa attività fisica, reintegrando la quota idrico-salina persa durante la sudorazione (soprattutto il sodio) e corregge la tendenza all’acidosi.

Uliveto contribuisce al mantenimento di un fisiologico stato di salute.

Un’acqua che favorisce la digestione e l’assimilazione dei cibi ingeriti, una migliore funzionalità intestinale, che apporta minerali importanti, si può dire che sia anche un’acqua che aiuta, nel tempo, a mantenere l’organismo attivo ed efficiente contrastando il lento procedere dei meccanismi disfunzionali legati all’età.