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Curiosità, consigli e approfondimenti da bere tutti d’un fiato

Come leggere (e capire) le etichette delle acque minerali

Come leggere (e capire) le etichette delle acque minerali

SCIENZE

Quanti simboli chimici!




Quando si leggono le etichette, non solo dell’acqua, capita un po’ a tutti di domandarsi: “cosa significherà questo simbolo? E questa dicitura a che serve? Perché tutti questi termini strani?”.


È normale rimanere disorientati davanti a simboli chimici e nomi apparentemente incomprensibili, ma la buona notizia è che anche ciò che appare complicato può diventare semplice se si hanno gli strumenti per decifrarlo. In effetti si tratta proprio di un’operazione di decodificazione di un linguaggio spesso usato solo dai tecnici, ma con cui ognuno di noi deve comunque fare i conti per orientarsi tra la moltitudine di prodotti alimentari e non, che acquistiamo ogni giorno.



Minerali e sali nelle acque



Per quanto concerne l’acqua, la premessa da fare è che ogni elemento chimico presente in etichetta è una sostanza disciolta nell’acqua, di solito un minerale o un sale. L’acqua infatti, nel suo scorrere fino alla sorgente, fa un lungo viaggio durante il quale si arricchisce dei minerali che compongono le rocce che incontra. Generalmente i minerali (cationi, cioè ioni carichi positivamente) presenti sull’etichetta di una comune acqua minerale sono sodio (Na+), silice (Si+), calcio (Ca+), magnesio (Mg+), potassio (K+), tutti elementi abbondanti sulla crosta terrestre e quindi nelle rocce, e altamente solubili in acqua; mentre gli anioni (elettroni carichi negativamente) sono bicarbonato (HCO3–), fluoruro (F–), cloruro (Cl–), nitrato (NO3–), solfato (SO4–), elementi presenti nella maggior parte delle acqua fluviali, lacustri e sotterranee.



Residuo fisso, durezza e conducibilità



La presenza di tutti questi elementi è indicata come residuo fisso a 180 °C, cioè la quantità di sali minerali che rimane dopo che l’acqua è stata sottoposta a evaporazione e che determina se è ricca di sali minerali (superiori a 1000 mg/l), mediamente minerale (tra 1000 e 500 mg/l), oligominerale (tra 500 e 50 mg/l), oppure minimamente minerale (sotto 50 mg/l).


Anche la durezza dell’acqua è data dalla quantità di minerali disciolti nell’acqua ma solo di alcuni, in particolare calcio e magnesio, ed è indicata in gradi francesi (°f): ogni grado francese corrisponde alla presenza di 10 mg di carbonato di calcio per litro di acqua. La controprova che il residuo fisso sia quello indicato è rappresentata dal valore della conducibilità elettrica (espressa in µ S/cm), perché più l’acqua è ricca di minerali più facilita il passaggio della corrente elettrica: un valore elevato (per esempio sopra i 1000 µ S/cm) indica una buona presenza di minerali, mentre valori più bassi (per esempio inferiori a 100 µ S/cm) indicano che l’acqua è oligominerale.



Il pH



Un altro parametro prettamente chimico presente in etichetta è il pH, utilizzato per indicare l’acidità o l’alcalinità dell’acqua. Si considera neutro un pH uguale a 7: quindi, un’acqua con pH 7 è un’acqua neutra. È invece acida se il pH è inferiore a 7 e alcalina se è superiore a questo valore. Se si desidera un’acqua che faciliti la digestione, bisogna sceglierla con pH leggermente acido (per esempio 6,5), cioè simile al pH gastrico. Una caratteristica che rende l’acqua più acidula è la presenza di bicarbonato, poiché questo sale si scioglie in acqua come acido barbonico.



Infine, in etichetta possono comparire anche le indicazioni riguardanti la presenza in tracce di altri elementi, come per esempio il litio. Non sempre però tale indicazione è accompagnata dalla quantità dell’elemento considerato. La semplice dicitura “elementi in traccia”, non dà informazioni utili, mentre una corretta informazione dovrebbe prevedere il nome dell’elemento presente in traccia accompagnato dalla sua quantità espressa in mg/l.

Leggiamo insieme l’etichetta

Conosciamo le caratteristiche dell’acqua che beviamo, per capire se è quella giusta per noi.
Leggendo l’etichetta, scopriamo che Uliveto è un’acqua: mediamente mineralizzata, il suo residuo fisso è di 741 mg/l bicarbonato-alcalino-calcica, ricca sia di bicarbonato (578 mg/l) che di calcio (175 mg/l).

Effervescente naturale
Ciò significa che i minerali contenuti sono perfettamente bilanciati tra loro e svolgono attività biologiche utili 
al generale benessere dell’organismo, soprattutto 
nel trattamento dei disturbi gastrointestinali.

Uliveto è un’acqua bicarbonata, che aiuta la digestione e combatte la stipsi

Se bevuta durante i pasti accelera lo svuotamento gastrico e svolge un’utile azione anti acidità se bevuta a digiuno.

Uliveto è un’acqua ricca di calcio biodisponibile, utile per la salute delle ossa

Il calcio contenuto in Uliveto viene subito assorbito dall’intestino e quindi metabolicamente utile con una biodisponibilità pari a quella del calcio contenuto nel latte. L’acqua Uliveto può, quindi, contribuire all’integrazione dell’apporto di questo prezioso minerale, in tutte quelle condizioni in cui l’organismo sia esposto a un concreto rischio di inadeguato apporto di calcio come negli atleti, nei regimi alimentari ipocalorici, nelle intolleranze al latte e ai suoi derivati, in gravidanza e negli anziani

Uliveto è ricca di minerali utili per la re-idratazione prima, durante e dopo lo sport

È adatta a tutti gli sportivi, siano essi amatoriali, dilettanti o professionisti. L’acqua Uliveto risponde alle esigenze nutrizionali di chi fa attività fisica, reintegrando la quota idrico-salina persa durante la sudorazione (soprattutto il sodio) e corregge la tendenza all’acidosi.

Uliveto contribuisce al mantenimento di un fisiologico stato di salute.

Un’acqua che favorisce la digestione e l’assimilazione dei cibi ingeriti, una migliore funzionalità intestinale, che apporta minerali importanti, si può dire che sia anche un’acqua che aiuta, nel tempo, a mantenere l’organismo attivo ed efficiente contrastando il lento procedere dei meccanismi disfunzionali legati all’età.