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Curiosità, consigli e approfondimenti da bere tutti d’un fiato

Il viaggio dell’acqua spiegato ai più piccoli

Il viaggio dell'acqua spiegato ai più piccoli

SCIENZE

Quanti anni ha l’acqua della Terra?

Vi siete mai chiesti a quanto ammonta tutta l’acqua presente sulla Terra? E, soprattutto, da dove proviene? Sul nostro pianeta ci sono ben 1.400.000.000 chilometri cubi di acqua: una cifra impressionante! Tutta quest’acqua si trova per la maggior parte nei mari e negli oceani; solo una piccola parte si trova nei ghiacciai, nelle acque sotterranee, nei fiumi, nei laghi e nell’atmosfera.

La cosa più incredibile è che secondo gli scienziati, l’acqua presente oggi sulla Terra è praticamente la stessa che si trovava sul nostro pianeta quando questo si è originato, oltre 4 miliardi di anni fa. Com’è possibile? Per rispondere a questa domanda bisogna considerare che l’acqua non si crea né si distrugge. Semplicemente cambia forma, si sposta, viaggia in lungo e in largo per tutto il globo, compiendo quello che comunemente è chiamato ciclo dell’acqua. Insomma, la vita dell’acqua è tutt’altro che noiosa!

Il motore dell’acqua è il Sole

Qualcuno potrebbe obiettare che l’acqua non può muoversi da sola, ha bisogno di qualcosa che la faccia muovere. Il ciclo dell’acqua, in effetti, per compiersi ha bisogno di un motore e questo è rappresentato dalla nostra calda e brillante stella, il Sole. Con il suo calore il Sole provoca l’evaporazione delle acque superficiali: l’acqua evapora dalla superficie dei mari e degli oceani, da quella dei laghi e dei fiumi, ma anche dal terreno e dalle piante.

Evaporando, l’acqua sale verso l’alto, nell’atmosfera: qui le temperature sono più basse di quelle del terreno e l’acqua non riesce più a rimanere sotto forma di vapore. Perciò condensa in microscopiche gocce che, aggregandosi, formano le nubi: grandi ammassi di gocce d’acqua o di cristalli di neve sospesi nell’aria.

Quando l’acqua ritorna a terra

I venti spingono le nubi nella direzione in cui soffiano, di solito verso i continenti. Quando le nubi sono troppo cariche hanno bisogno in qualche modo di scaricarsi di tutta l’acqua che hanno accumulato e lo fanno attraverso le precipitazioni: pioggia se la temperatura dell’aria è superiore a 0 °C, neve o grandine se la temperatura è uguale o inferiore a 0 °C. Una volta raggiunta la superficie terrestre, l’acqua può avere diversi destini: una parte evapora; una parte, oltre i 3000 m di quota, si deposita sul terreno andando ad alimentare i ghiacciai perenni mentre, sotto i 3000 m di quota, va invece a confluire direttamente in laghi e fiumi; infine, un’altra parte si infiltra in profondità nel terreno raggiungendo il sottosuolo.

Le acque di scorrimento, le acque sorgive e le acque sotterranee che sgorgano in superficie danno a loro volta origine a ruscelli, torrenti, affluenti e fiumi che si gettano in mare. In questo modo il ciclo dell’acqua ricomincia.

Creiamo un mini ciclo dell’acqua

Ovviamente, trattandosi di un sistema globale, è difficile poterlo osservare nel dettaglio, ma se volete potete eseguire un piccolo esperimento per comprendere meglio il meccanismo e creare il vostro ciclo dell’acqua in miniatura. Procuratevi:

– un contenitore di vetro
– acqua
– pellicola trasparente da cucina
– nastro adesivo
– una mattonella di ghiaccio sintetico (fredda ma non ghiacciata)
– una ciotola di dimensioni minori rispetto a quelle del contenitore di vetro

Versate due dita d’acqua all’interno del contenitore di vetro. Al centro della pirofila mettete la ciotolina e coprite tutto con la pellicola trasparente, fissandola ai bordi con il nastro adesivo in modo che rimanga ben tesa.

Mettete il contenitore al sole oppure sul termosifone: dopo circa mezz’ora il calore del Sole avrà fatto evaporare una parte dell’acqua contenuta nella pirofila. Adesso appoggiate la mattonella di ghiaccio sintetico sopra la pellicola. Vedrete che, in corrispondenza della mattonella, all’interno della pellicola si condenseranno delle gocce d’acqua che cominceranno poi a cadere finendo all’interno della ciotola. Avete appena creato il vostro mini ciclo dell’acqua!

Leggiamo insieme l’etichetta

Conosciamo le caratteristiche dell’acqua che beviamo, per capire se è quella giusta per noi.
Leggendo l’etichetta, scopriamo che Uliveto è un’acqua: mediamente mineralizzata, il suo residuo fisso è di 741 mg/l bicarbonato-alcalino-calcica, ricca sia di bicarbonato (578 mg/l) che di calcio (175 mg/l).

Effervescente naturale
Ciò significa che i minerali contenuti sono perfettamente bilanciati tra loro e svolgono attività biologiche utili 
al generale benessere dell’organismo, soprattutto 
nel trattamento dei disturbi gastrointestinali.

Uliveto è un’acqua bicarbonata, che aiuta la digestione e combatte la stipsi

Se bevuta durante i pasti accelera lo svuotamento gastrico e svolge un’utile azione anti acidità se bevuta a digiuno.

Uliveto è un’acqua ricca di calcio biodisponibile, utile per la salute delle ossa

Il calcio contenuto in Uliveto viene subito assorbito dall’intestino e quindi metabolicamente utile con una biodisponibilità pari a quella del calcio contenuto nel latte. L’acqua Uliveto può, quindi, contribuire all’integrazione dell’apporto di questo prezioso minerale, in tutte quelle condizioni in cui l’organismo sia esposto a un concreto rischio di inadeguato apporto di calcio come negli atleti, nei regimi alimentari ipocalorici, nelle intolleranze al latte e ai suoi derivati, in gravidanza e negli anziani

Uliveto è ricca di minerali utili per la re-idratazione prima, durante e dopo lo sport

È adatta a tutti gli sportivi, siano essi amatoriali, dilettanti o professionisti. L’acqua Uliveto risponde alle esigenze nutrizionali di chi fa attività fisica, reintegrando la quota idrico-salina persa durante la sudorazione (soprattutto il sodio) e corregge la tendenza all’acidosi.

Uliveto contribuisce al mantenimento di un fisiologico stato di salute.

Un’acqua che favorisce la digestione e l’assimilazione dei cibi ingeriti, una migliore funzionalità intestinale, che apporta minerali importanti, si può dire che sia anche un’acqua che aiuta, nel tempo, a mantenere l’organismo attivo ed efficiente contrastando il lento procedere dei meccanismi disfunzionali legati all’età.