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Curiosità, consigli e approfondimenti da bere tutti d’un fiato

Alla ricerca dell’onda perfetta del surf

Alla ricerca dell’onda perfetta del surf

SPORT

Difficile pensare che una tavola di legno possa diventare il simbolo di una filosofia di vita, uno slang, addirittura una forma di spiritualità. Ma quando è lo strumento per cavalcare le onde dell’oceano, ecco che la tavola si trasforma in un compagno di viaggi e in un talismano. Il surf non è solo uno sport, uno dei più antichi del mondo, ma è anche la ricerca di un contatto con la natura e un modo per sfidare i propri limiti  affrontando una delle paure più ataviche: quella del mare. Il surf è  sopratutto l’emozione irripetibile che si prova di fronte un muro d’acqua consapevoli di poterlo cavalcare.

 

La scoperta del surf

Il surf venne “scoperto” durante una delle spedizioni di James Cook nel XVIII secolo, a Tahiti, dove l’esploratore britannico notò la pratica di alcuni indigeni di sfidare le onde dell’oceano a bordo di piccole canoe, mentre altri entravano in acqua con tavole di legno, di lunghezza varia. A quanto pare, infatti, quella che poi sarebbe diventata la longboard, una tavola di poco meno di tre metri, era appannaggio soltanto di coloro che appartenevano a un alto lignaggio, mentre chi aveva origini più umili doveva accontentarsi di tavole più corte.

Il surf era diffuso a quel tempo in Polinesia, in Africa occidentale, in Perù e soprattutto nell’arcipelago delle Hawaii, dove non era solo un divertimento: c’era una pratica rituale ben precisa da svolgere prima di entrare in acqua con la propria tavola. Il Kahuna, il sacerdote, per ingraziarsi gli dei pronunciava delle preghiere e una volta usciti sani e salvi dall’acqua eseguiva dei rituali di ringraziamento.



Inoltre, attraverso il surf gli uomini potevano dimostrare il proprio valore: i surfisti più veloci, che riuscivano a cavalcare le onde più alte e più a lungo godevano di ottima considerazione, anche fra le donne. In Occidente furono proprio gli allievi hawaiani delle scuole militari americane a importare il surf, praticandolo sulle coste della California intorno agli anni Venti del ‘900 e da allora gli statunitensi impazziscono per questo sport.

Come uno stile di vita

Dagli anni Sessanta, il surf ha iniziato a essere anche uno stile di vita, rappresentato in moltissimi film, come The endless summer o Blue Hawaii, con la memorabile interpretazione di Elvis Prestley, ma anche il più recente Point Break, che mette in scena la sfida tra Keanu Reeves e l’indimenticato Patrick Swayze. Il capolavoro Un mercoledì da leoni racconta, invece, la storia americana degli anni Sessanta e Settanta, a partire dalle vicende di tre amici surfisti.

 

In Europa, le onde più alte si trovano in Portogallo, a Nazaré, dove ogni anno migliaia di appassionati si recano per sfidare onde alte oltre trenta metri. Per un vero surfista non c’è niente di più importante della ricerca dell’onda perfetta. Infatti, il surf è prima di tutto il desiderio della libertà assoluta nella sconfinatezza dell’oceano, una sensazione di leggerezza e di potenza fisiche e mentali, che anche per chi non è un campione, restano indelebili nella memoria: la prima onda non si scorda mai.

Leggiamo insieme l’etichetta

Conosciamo le caratteristiche dell’acqua che beviamo, per capire se è quella giusta per noi.
Leggendo l’etichetta, scopriamo che Uliveto è un’acqua: mediamente mineralizzata, il suo residuo fisso è di 741 mg/l bicarbonato-alcalino-calcica, ricca sia di bicarbonato (578 mg/l) che di calcio (175 mg/l).

Effervescente naturale
Ciò significa che i minerali contenuti sono perfettamente bilanciati tra loro e svolgono attività biologiche utili 
al generale benessere dell’organismo, soprattutto 
nel trattamento dei disturbi gastrointestinali.

Uliveto è un’acqua bicarbonata, che aiuta la digestione e combatte la stipsi

Se bevuta durante i pasti accelera lo svuotamento gastrico e svolge un’utile azione anti acidità se bevuta a digiuno.

Uliveto è un’acqua ricca di calcio biodisponibile, utile per la salute delle ossa

Il calcio contenuto in Uliveto viene subito assorbito dall’intestino e quindi metabolicamente utile con una biodisponibilità pari a quella del calcio contenuto nel latte. L’acqua Uliveto può, quindi, contribuire all’integrazione dell’apporto di questo prezioso minerale, in tutte quelle condizioni in cui l’organismo sia esposto a un concreto rischio di inadeguato apporto di calcio come negli atleti, nei regimi alimentari ipocalorici, nelle intolleranze al latte e ai suoi derivati, in gravidanza e negli anziani

Uliveto è ricca di minerali utili per la re-idratazione prima, durante e dopo lo sport

È adatta a tutti gli sportivi, siano essi amatoriali, dilettanti o professionisti. L’acqua Uliveto risponde alle esigenze nutrizionali di chi fa attività fisica, reintegrando la quota idrico-salina persa durante la sudorazione (soprattutto il sodio) e corregge la tendenza all’acidosi.

Uliveto contribuisce al mantenimento di un fisiologico stato di salute.

Un’acqua che favorisce la digestione e l’assimilazione dei cibi ingeriti, una migliore funzionalità intestinale, che apporta minerali importanti, si può dire che sia anche un’acqua che aiuta, nel tempo, a mantenere l’organismo attivo ed efficiente contrastando il lento procedere dei meccanismi disfunzionali legati all’età.